Bandcamp interdice la musica generata esclusivamente da AI: una scelta a favore dell’umanità
Bandcamp, negozio di musica indipendente, ha deciso di dire addio alla musica generata interamente da intelligenza artificiale. Il motivo? Preservare la fiducia dei fan nel fatto che la musica sia in gran parte opera di esseri umani. Quest’annuncio, suonando come una sonora chiusura di porte, è stato rilasciato martedì su Reddit.
La nuova politica proibisce l’uso di strumenti AI per impersonare altri artisti o stili, tracciando una linea netta che ha scatenato dibattiti nella comunità musicale. La questione è complessa: dove finisce l’uso degli strumenti e inizia l’automazione completa? Gli AI non sono artisti di per sé, poiché mancano di personalità e intenzione creativa. Eppure, gli strumenti AI vengono utilizzati per creare musica, con un vasto spettro che va dal semplice supporto, come la pulizia audio o la suggestione di progressioni di accordi, fino alla generazione di un intero brano musicale a partire da un input iniziale.
La politica di Bandcamp mira a limitare l’estremo più automatizzato di questo spettro, ma senza precludere spazio ai musicisti umani che incorporano strumenti AI nel loro processo creativo. L’azienda ha sottolineato il desiderio di proteggere la sua comunità di artisti umani, affermando: ‘Il fatto che Bandcamp sia casa di una così vibrante comunità di persone reali che producono musica incredibile è qualcosa che vogliamo proteggere e mantenere’.
Ora gli utenti possono segnalare i contenuti sospettati di essere generati da AI attraverso gli strumenti di segnalazione di Bandcamp. L’azienda si riserva il diritto di rimuovere qualsiasi musica sospettata di essere generata da AI.
Se da un lato l’avvento di strumenti generativi AI rende facile la produzione di quantità illimitate di musica, arte e testo, dall’altro emerge l’esigenza di preservare spazi per l’espressione umana, altrimenti rischierebbe di essere sommersa da un’ondata di contenuti generati da macchine. Bandcamp sembra muoversi in questa direzione, lasciando però spazio a piattaforme come Suno, che ospitano principalmente musica generata da AI.
Un’illustrazione chiara di due diversi approcci in presenza di un’unica esondazione, si può trovare mettendo a confronto Bandcamp e Spotify. Quest’ultimo, infatti, permette esplicitamente la musica generata da AI, sebbene gli utenti abbiano espresso frustrazione per l’aumento di brani generati da AI creati con strumenti come Suno e Udio. Inoltre, Spotify si concentra nella sua azione di controllo sull’impersonificazione, lo spam e l’inganno, piuttosto che bandire del tutto i contenuti generati da AI.
La contrapposizione tra Bandcamp e Spotify rispecchia i loro diversi modelli di business. Bandcamp funziona come un mercato diretto, in cui gli artisti vendono musica e merchandise ai fan, ricevendo una percentuale su ogni vendita. Spotify invece paga gli artisti per stream, creando incentivi per gli attori malevoli a invadere la piattaforma con contenuti AI a basso costo per manipolare l’algoritmo.
Bandcamp ha riconosciuto che la politica può evolversi. ‘Comunicheremo qualsiasi aggiornamento alla politica mano a mano che lo spazio generativo AI si sviluppa rapidamente’, ha scritto l’azienda. L’annuncio ha inoltre evidenziato che l’azienda aveva ricevuto feedback su questo problema in precedenza, con la speranza che la notizia fosse accolta positivamente.
Resta da risolvere la questione della rilevazione della musica generata da AI. Non è un compito semplice, dato che i prodotti di sintesi AI di oggi imitano realisticamente voci e persino strumenti acustici. Bandcamp non ha specificato quali strumenti o metodi utilizzerà per identificare i contenuti AI, affermando solo che il suo team esaminerà le segnalazioni.
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